Riccardo's Cup, allo stadio Zecchini il ricordo che diventa sport, amicizia e comunità

Un torneo di calcetto, ma soprattutto un abbraccio collettivo che continua a tenere vivo il ricordo di un ragazzo che ha lasciato un segno profondo nella sua scuola e nei suoi compagni.

Si è conclusa allo stadio Carlo Zecchini di Grosseto la seconda edizione della "Riccardo's Cup", il torneo  di calcetto organizzato all'interno del Polo Tecnologico Manetti Porciatti e dedicato a Riccardo Radiconi, lo studente scomparso l'8 marzo 2024 a soli 15 anni a causa di un improvviso malore mentre di ritorno dalla scuola, la madre lo stava accompagnando a casa.

Da quel momento di dolore è nata un'iniziativa che ha saputo trasformare il ricordo in partecipazione, amicizia e condivisione. Da marzo a giugno tutte le 34 classi del Polo Tecnologico si sono sfidate in una lunga competizione culminata nella giornata finale del 10 giugno, ospitata allo stadio Zecchini grazie alla collaborazione delle istituzioni e di numerosi sostenitori. La fase conclusiva ha visto la partecipazione delle nove classi qualificate e della squadra dei docenti, composta dai professori Michele Meninno, Simone Pizzinelli, Umberto Virardi, Patrick Villani e Giovanni Balassone, con lo studente Simone Munafò della 5CAT tra i pali. Le squadre sono state suddivise in tre gironi e le vincitrici hanno conquistato l'accesso alle semifinali insieme alla formazione dei professori. Tra i momenti più emozionanti della giornata la semifinale tra i docenti e la 4CIA, conclusasi ai calci di rigore con il successo degli studenti.

In finale è stata poi la 4AMM, la classe di Riccardo, a imporsi nettamente per 5-1 proprio contro la 4CIA, conquistando il trofeo tra l'entusiasmo dei compagni e gli applausi del pubblico presente. Sul terzo gradino del podio è salita la 2E, vittoriosa per 8-4 sulla squadra dei professori.

A ricevere il riconoscimento di miglior giocatore del torneo è stato Matteo Smoqi della 4AMM, protagonista di una manifestazione che ha saputo unire agonismo e valori educativi. Particolarmente toccante il momento delle premiazioni, affidate a Massimo Radiconi e Beatrice Milani, i genitori di Riccardo, che hanno consegnato il trofeo alla squadra vincitrice in un clima di grande partecipazione e commozione.

In apertura della fase premiale, il dirigente scolastico del Polo Tecnologico, Angelo Costarella, ha voluto ricordare non soltanto Riccardo Radiconi, ma anche Aurora Bellini e Mattia Cappellani, altri giovani studenti scomparsi prematuramente e ancora presenti nel cuore della comunità scolastica.

“Questa manifestazione – ha sottolineato Costarella – dimostra come una scuola possa trasformare il dolore in un'occasione di crescita e di condivisione. Riccardo continua a essere parte della nostra comunità attraverso l'affetto dei suoi compagni e di tutti coloro che lo hanno conosciuto. Oggi non celebriamo soltanto una vittoria sportiva, ma i valori dell'amicizia, del rispetto e del senso di appartenenza che rendono forte una comunità scolastica.” Un ricordo particolarmente sentito è arrivato anche dalle professoresse Arianna De Pietro ed Eleonora Orlandini, tra le promotrici dell’iniziativa. “Riccardo aveva un sorriso capace di illuminare una classe e una spontaneità che lo rendeva speciale agli occhi di tutti. Veder correre, giocare e divertirsi centinaia di studenti nel suo nome significa sapere che il suo ricordo continua a vivere ogni giorno nei corridoi della scuola e nel cuore di chi gli ha voluto bene. Questo torneo è molto più di una competizione,  è un gesto d'amore che ogni anno si rinnova.”

La riuscita della manifestazione è stata possibile grazie al sostegno di numerosi enti e realtà del territorio. Gli organizzatori hanno rivolto un sentito ringraziamento al Comune di Grosseto, ad Atletica Grosseto Banca Tema, alla Misericordia di Grosseto per la presenza dell'ambulanza e del personale sanitario, al dottor Andrea Salvetti, alla concessionaria 4 Tempi di Grosseto, all'Impresa Edile Perin per il supporto logistico nel trasporto dei materiali e all'AC Roselle Calcio per la concessione delle porte utilizzate durante il torneo. Una giornata di sport e memoria che ha dimostrato ancora una volta come il ricordo di Riccardo continui a unire studenti, insegnanti e famiglie. Perché alcune persone, anche quando non sono più fisicamente accanto a noi, continuano a giocare la partita più importante, quella nel cuore di chi le ha amate.